LA MIA FORZA, LA MIA DEBOLEZZA


Ho 46 anni e per me tutto è iniziato quando ne avevo 41. Nel marzo del 2012 aveva fatto una nevicata incredibile e io tutte le mattine mi svegliavo alle 6 per andare a dare da mangiare al cane nella casa di campagna dei miei genitori, perché avendo raccattato il cagnolone dalla strada come consueto per me, i miei si rifiutavano di pensarci loro. Quindi io mi svegliavo, mi vestivo e andavo dal cane, gli facevo compagnia un pochino e alle 9 andavo in ufficio. Una mattina avevo faticato tantissimo ad arrivare con la macchina in campagna perché aveva nevicato e nel fare retromarcia ho sentito un paio di fitte acute al seno. Non gli ho dato retta. La sera a casa mi sono messa di impegno a sentirmi il seno e ho scoperto un nodulino..ovviamente sarei dovuta subito correre dalla senologa, ma il destino mi aveva riservato altro. Pochi giorni dopo io sarei dovuta partire con mio marito per la Cina dove ci aspettava il bambino che avevamo sognato e cercato per 10 lunghi anni..un sogno che finalmente si avverava, finalmente dopo tanto penare e tanti dolori, finalmente potevamo essere famiglia. Un marmocchietto di 18 mesi ci aspettava dall’altra parte del mondo e già sapeva che sarebbero arrivati i suoi genitori a prenderlo. Io avevo solo sentito questo nodulino, poteva essere tutto perché io avevo un seno molto complicato, molto denso, inoltre avevo fatto la eco meno di un anno prima, quindi stavo abbastanza serena. Mi ero riproposta di andare dalla senologa, ma avevo seguito tutte le regole della prevenzione, quindi non poteva essere nulla di brutto (ingenua!!). Il nostro marmocchio aveva inoltre il labbro leporino, quindi al ritorno già avevamo prenotato il suo intervento urgentissimo per chiudergli il labbrino e il palato. Quindi da marzo fino ad agosto noi siamo stati impegnati con il viaggio in Cina ed intervento del bimbo…nel frattempo il mio nodulo era cresciuto tantissimo e io sapevo ormai con certezza che si trattava di tumore. Appena mio figlio è stato meglio ed era fuori pericolo, finalmente sono andata dalla senologa con una diagnosi già bella e pronta. La senologa ha confermato a pieno la mia diagnosi purtroppo ed era ferragosto..in due giorni mi ha fatto fare urgentemente tutti gli esami necessari e a settembre ho iniziato la neoadiuvante, taxolo e rossa successivamente. Avevo un duttale infiltrante di 7 cm e mi avevano già detto che probabilmente la chemio non avrebbe funzionato nel mio caso..non so bene perché, in quanto all’epoca non volevo sapere niente e non chiedevo niente, cercavo di concentrarmi solo su mio figlio che aveva assoluto bisogno di sentirsi “figlio” e noi di sentirci “famiglia”..tutto il resto non contava molto. Una oncologa dello staff decise di farmi provare il taxolo che ebbe un risultato inaspettato, ebbi una forte riduzione della massa. Quindi feci mastectomia completa nel 2013 con ricostruzione e subito dopo radioterapia. A seguire cura ormonale con tamoxifene. Purtroppo l’istologico evidenziò 13 linfonodi malati su 27... Questo percorso è durato 1 anno esatto, anno in cui mio figlio era appena arrivato in Italia, aveva solo 18 mesi, dovevo dedicarmi a lui in tutto e per tutto, e così è stato. E’ andato tutto bene per 3 anni. Anni ovviamente scanditi dal terrore dei follow up (perché sapevo che con tutti quei noduli in metastasi non potevo avere tanta fortuna). Però piano piano iniziavo a riprendermi, il mio corpo cominciava a farmi meno schifo, ero dimagrita, cominciavo a stare meglio. Per esorcizzare il bastardo, ci siamo anche comprati casa nuova, una casetta come la volevamo noi, per la famigliola perfetta, sperando di poter iniziare un po’ a goderci la felicità di avere quel bambino tanto desiderato…
A febbraio 2016, durante un follow up semestrale, eco addome completo, mi hanno scoperto multiple metastasi al fegato…non riesco a descrivervi cosa ho provato in quel momento, non ero informata su cosa significasse avere metastasi, non mi ero assolutamente informata..Mi sono sentita male, mi hanno portato in oncologia su un lettino, dove le mie oncologhe hanno cercato di spiegarmi la situazione per cercare di informarmi e di farmi ragionare..ero fuori di me. Dopo aver parlato con le oncologhe ero ancora molto agitata, ma ora avevo coscienza della cosa, loro mi avevano spiegato tutte le possibilità che si potevano delineare. La biopsia ha confermato che non c’erano state mutazioni e il tumore era rimasto uguale al primario, che le metastasi erano solo al fegato e che avremmo potuto subito iniziare taxolo associato al bevacizumab, farmaco biologico della categoria degli anticorpi monoclonali. Durante la chemio le lesioni si riducevano, i markers scendevano. A fine chemio (durata 8 mesi) si erano più che dimezzate. Dopo la chemio ho continuato con il biologico (bevacizumab) e terapia ormonale letrozolo. Alla tac successiva le metastasi erano tutte in dissolvenza e ne era rimasta solo una molto piccola, markers tornati normali...allora le mie oncologhe decidono di farmi fare la Sirt, una radioterapia interna fatta attraverso la vena epatica, però avrei dovuto fare una pet propedeutica al trattamento. La pet è risultata negativa, sembrava non esserci niente. Io avevo portato anche la tac che il medico utilizzò per confrontarla con la pet e mi disse che quello che c’era e che la tac evidenziava, la pet non lo rilevava, quindi per ora la sirt non era il caso di farla perché avrei dovuto sospendere la terapia che stavo facendo e lui non lo riteneva saggio. Oggi, febbraio 2018, sto ancora così, faccio bevacizumab ogni 21 giorni e terapia ormonale. Avere questa malattia è come essere sulle montagne russe, ci sono i risultati delle analisi che se positivi ti fanno andare al settimo cielo, per poi ripiombare in basso se anche solo avverti un dolore minimo, neanche tanto strano..Io tendo molto ad esorcizzare la malattia cercando di fare una vita assolutamente normale, continuando a lavorare, a viaggiare e a programmare e per ora ci sto riuscendo abbastanza..a volte ho degli stop forzati, ma poi riparto.

 
Didi