HO 50 ANNI ED ERO INFERMIERA


La mia è una storia complicata in quanto sono state scoperte prima le metastasi "anomale" che il primario. Ho avuto la diagnosi a 48 anni, a novembre 2016, ma da almeno 2 anni lamentavo disturbi vaghi (febbricola pomeridiana e stanchezza "strana"), però essendo una persona allergica e con problemi articolari, le indagini diagnostiche si svolgevano tutte nell'ambito dell'allergologia e delle autoammunità..
Ho iniziato a fare mammografie di controllo ogni 2 anni dall'età di 44 anni ed erano sempre nella norma.
Essendo infermiera, e quindi a contatto con medici tutti i giorni ovviamente, mi lamentavo dei miei disturbi, ma non avendo nessun riscontro diagnostico (a parte i sopracitati esami sulle malattie autoimmuni mossi), ero considerata un'ipocondriaca.
Ad agosto 2016, in seguito a problemi ad un occhio (dolore al bulbo), faccio una visita oculistica: temevo un glaucoma..ne ho la familiarità. Mi viene prescritta terapia antiinfiammatoria, in quanto l'esame si rivela negativo.
I dolori continuano, fino a quando l'8 di agosto, ero al lavoro, inizio a vedere doppio.
Vengo portata al pronto soccorso, mi viene fatta una tac urgente al cranio che non riscontra alcuna anomalia. Vengo visitata da un neurologo che riscontra paralisi del III nervo cranico e mi prescrive una risonanza magnetica che evidenzia presenza di rigonfiamento dei muscoli oculari nell'orbita destra, dovuti probabilmente ad un morbo di Basedow.
Faccio quindi ulteriori accertamenti oculistici ed esami per valutare la funzionalità tiroidea (nel frattempo il bulbo oculare destro si era spostato in avanti). Dopo un mese arrivano gli esami tiroidei: normali.
Vengo rivista dal neurologo, il quale sospettando una miastenia oculare mi prescrive una elettromiografia con stimolazione ripetitiva: normale.
A questo punto contatto un ospedale di Milano: ad ottobre vengo ricoverata per una settimana e sottoposta ad ulteriori indagini diagnostiche (risonanze magnetiche, elettromiografie, esami del campo visivo...). Vengo anche visitata da una neurooftalmologa, la quale mi prescrive una biopsia del tessuto orbitale.
Il 16 novembre eseguo la biopsia e lì l'amara sorpresa: presenza di cellule neoplastiche di origina mammaria.
Appena ricevuta la comunicazione mi metto in contatto con la chirurga che 2 anni prima aveva operato mia madre per k mammario, la quale mi vede il giorno dopo e mi programma immediatamente le indagini diagnostiche.
La mammografia del 30/11/2016 evidenzia due formazioni di 10 e 7 mm meritevoli di verifica microistologica e un linfonodo sospetto di aspetto secondario di 11 mm
La pet fatta successivamente ha poi evidenziato molteplici aree colpite, la mammella e poi fegato, ossa, linfonodi ascellari e la regione oculare di cui ho già parlato e il pancreas, nonchè una sospetta carcinosi peritoneale.
Eseguo una ulteriore tac a dicembre, dove si evidenziano ulteriori aree interessate dalla malattia.
Faccio la visita dall’oncologo a dicembre ed inizio terapia ormonale con Enantone e Tamoxifene il 13/12/2016 più terapie oncologiche integrate ARTOI (fitoterapia e omeopatia) e cambio dieta secondo indicazioni prof. Berrino e ARTOI.
Faccio Cyberknife alle lesioni orbitali occhio destro ad aprile 2017 (3 sedute). A tutt'oggi permane la diplopia
In data 09/02/2018 mi è stato sostituito il Tamoxifene con il Femara a causa di un aumento dei marcatori (nel mio caso attendibili), nonostante la tac denoti stabilità.
Sono in pensione ai sensi della legge 335/95, invalida 100%, handicap grave aticolo 3 comma 3.
Ho in corso una causa con l'INAIL per malattia professionale, visto che per 28 anni ho preso quotidianamente raggi x e fino a 15 anni fa le norme di radioprotezione non erano rispettate (mancavano i dispositivi di protezione individuale e quelli presenti erano inadeguati).
L'esordio anomalo ha ritardato la diagnosi.
Pur controllandomi sono metastatica all'esordio e quando già avevo i sintomi di una sindrome paraneoplastica la mammografia era comunque negativa.
I miei noduli erano impalpabili: neppure la senologa li sentiva, ma mi ha comunque fatto fare tutti gli accertamenti nonostante avessi una diagnosi di istologico "telefonica".

Ory